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L’area delle Serre fa parte di una dorsale pedemurgiana individuabile a cavallo dei territori comunali di Squinzano, Campi Salentina e Trepuzzi. Il profilo orografico domina una vasta pianura che rappresenta, nel complesso, un elemento di particolare valore ambientale, caratterizzato da uliveti, boschi, muri a secco, masserie, casali antichi, ville, reperti lapidei protostorici e da una tra le più significative emergenze architettoniche romaniche pugliesi: la chiesa della Madonna dell’Alto, residua testimonianza del casale scomparso. In una zona boschiva, più a sud, sorge il complesso architettonico denominato monastero di Sant’Elia, edificato dai frati Cappuccini nel 1585, su preesistenze monastiche basiliane e normanne. Il monastero riprende i canoni costruttivi imposti dalla Riforma dell’Ordine e sviluppati in Puglia a partire dal 1530. Esso è costituito dalla cinquecentesca chiesa, a facciata piana e unico portale sovrastato da finestra, posta sul fianco occidentale; dal chiostro, attorno al quale si sviluppa il refettorio; dalla foresteria e dalle celle per i monaci situate, rispettivamente, a piano terra e al piano superiore. A partire dal 1758, mons. Sozy Carafa ampliò ulteriormente il complesso architettonico con la costruzione della propria residenza estiva. Mentre, alla fine del Settecento risale la sistemazione dell’attiguo giardino, ingresso compreso. Nel primo decennio del secolo successivo, in seguito all’ordinanza murattiana, i frati abbandonarono il monastero (1811) che passò al Demanio e il convento fu fatto oggetto di continue manomissioni che hanno comportato anche la dispersione dell’ingente patrimonio librario ed archivistico, accumulato dai cappuccini in circa tre secoli e mezzo di permanenza. Successivamente fu utilizzato dai padri Scolopi come luogo di villeggiatura e poi acquistato da privati fino al settembre 2002, data della sottoscrizione per la gestione associata finalizzata al recupero e all’uso pubblico delle Serre da parte dei tre comuni leccesi.
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