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Dintorni |
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Un importante tassello del mosaico di cenobi e dipendenze dell'abbazia di
Cerrate e' sicuramente costituito dalla bella e purtroppo trascuratissima S.
Maria dell'Alto. Nella campagna ad ovest di Squinzano, percorrendo la strada provinciale n.95 in direzione di Cellino San Marco, ecco apparire il complesso architettonico dedicato alla Madonna del "Latte", che come nucleo originario si deve far risalire al VI secolo. Infatti questa piccola abbazia e' un'antica "grancia Basiliana", cioè' un sito scelto dai monaci greco-bizantini come luogo sacro e centro liturgico-culturale. Sono ancora visitabili nel luogo i primitivi insediamenti rupestri, costituiti da nicchie, grotte, antri, a volte fra loro collegati, conosciuti con il nome di "laure". Successivamente, nel 1570, furono i frati Cappuccini ad adottare quel convento, facendogli svolgere la funzione di piccolo ospedale. La chiesa, che costituisce il fulcro del sito, e' in stile romanico-salentino ed ha sopportato diversi cambiamenti, più' o meno bruschi, visto che e' stata praticamente rifatta nel 1600. Sulla facciata si notano i resti del rosone centrale ed il portale, purtroppo spogliato dei capitelli. L'interno non ha subito sorte migliore, visto che nel tempo e' stato privato dell'altare, dei quadri e delle varie suppellettili. Chiunque l'abbia pero' visitata, non può' non accorgersi di come due edificazioni siano legate dal doppio filo della storia, che fa' di S. Maria dell'Alto la "figliastra" della più' importante e meglio conservata Cerrate. La bellezza naturale e architettonica della grancia non e' mai passata inosservata, visto che fu anche adibita a residenza estiva della famiglia Balsamo e che ancora oggi e' meta di studiosi e appassionati dello stile greco-bizantino. |
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