|
La chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie fu costruita a partire dal
1559 e fu terminata nel 1583. Nel 1623, il principe Giovanni Enriquez fece
erigere l'annesso convento e vi chiamò ad insediarsi i Francescani sotto
il superiorato di p. Ferdinando di Santa Maria. Nel 1652, Innocenzo X,
causa la scarsità dei frati ospitati, lo fece chiudere. Rimasto abbandonato
divenne rifugio di malfattori finché, nel 1671, fu riutilizzato dai frati
Alcantarini il cui superiore era frate Bartolomeo di San Giovanni
Battista. D'allora il convento cominciò a progredire, e il 7 ottobre 1675
fu destinato al noviziato.
Nel 1766, quando con Regio decreto furono soppresse le Corporazioni
religiose, i conventi furono ceduti ai Municipi e alle Province perché
fossero adibiti a scuole, ospedali ed altre opere di beneficenza. In quel
periodo nel convento vi erano 22 frati e il superiore provinciale p.
Angelo Maria, ottenne che il convento fosse trasformato in ospedale e con
altri religiosi si occupò dell'assistenza ai malati. Nel 1880, il
Consiglio comunale stabilì che il convento divenisse ospedale e ricovero
di mendicità. Nello stesso anno, alcuni ladri si introdussero nel convento
per rubare oggetti preziosi, ma furono coraggiosamente affrontati da un
frate, il quale,si narra, fu selvaggiamente accoltellato dagli aggressori
i quali poi, durante la fuga, credendosi inseguiti, nell'oscurità si
pugnalarono a vicenda.
Durante la II guerra mondiale il convento ospitò gli studenti
aspiranti al sacerdozio successivamente trasferiti altrove, cosìcche vi
rimasero pochi sacer doti e laici professi. Fra tutti i frati che
dimorarono nel convento,è da menzionare frate Egidio Maria di S. Giuseppe,
recentemente santificato da Giovanni Paolo II e frate Giuseppe Ghezzi per
il quale è in corso la causa di beatificazione. Il primo, originario di
Taranto, venne a Squinzano nel 1753 e appena trentenne dette mirabili
esempi di virtù e di carità. Successivamente fu destinato al Convento di
Napoli, dove morì.
Frate Giuseppe, nacque a Lecce il 19 agosto del 1872 da nobile famiglia,
abbandonò gli interessi terreni per sposare la regola francescana. Egli
non volle ricevere gli ordini sacerdotali per umiltà, e come frate laico
si dedicò all'apostolato delle missioni girando di casa in casa per
portare la parola di Dio nonostante le dure sofferenze che la sua
cagionevole salute gli procurò.Dopo aver risieduto in vari conventi del
Salento, tra cui quello di Squinzano, morì a Lecce il 9 febbraio 1955.
L'attigua chiesa ristrutturata e affrescata,per interessamento di
Bernardino Patera, negli anni '40 del secolo scorso dal pittore
Leonardo Perrone di Trepuzzi, ha funzione parrocchiale.
|