Chiesa della SS. Annunziata

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Storia e leggenda

MARIA MANCA e la CHIESA DELLA SS.ma ANNUNZIATA
(1571-1668)


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Maria Manca, notissima in Squinzano, per le sue singolari virtù, visse nel secolo XVII. Il suo nome entra nella storia ed ha una pagina insigne per la bontà, di cui fu dotata, e per aver costruito dalle fondamenta, per propria iniziativa, una delle più belle chiese locali, dedicata alla SS.ma Annunziata. Di questa donna laboriosa e mortificata, chiamata dai vescovi leccesi Pia mulier,
* che visse in mezzo al vortice fremente delle passioni, quasi sempre soggetta ad afflizioni, malattie e anche ad ossessione, cui Dio la sottopose (…). Non può negarsi che ella, nei diversi stati della vita di figlia, di sposa, di madre e di vedova, serbò un contegno meraviglioso, e che dalle continue sofferenze prese motivo per avvicinarsi sempre più a Dio. (…) 
Parecchi scrissero delle virtù singolari di Maria Manca e delle mirabili cose da essa operate. (…)
- Nacque Maria Manca, come si è detto, in Squinzano nel 1571 da Antonio e Margherita Manca, ricchi ed onesti genitori. Col latte materno succhiò i sentimenti più delicati della religione cristiana. Fanciulla tutta bontà e tutta gioia, viveva lontano dai giuochi e trastulli puerili, propri dell’età, meravigliando i parenti e quanti la conoscevano, per la sua vita ritirata, fra altarini e canti sacri. Fatta grandicella, divenne esempio alle altre fanciulle, per la serietà e la divozione con cui stava in chiesa e per i sentimenti di riverenza e d’amor filiale e di carità verso il prossimo, privandosi perfino della colazione per darla ai poveretti. Giovanetta, pianse amaramente la perdita dell’amato genitore. La madre poi per timore di lasciarla sola e orfana, la persuase a sposarsi col ricco giovane Teodoro Manca. Nella vita maritale si studiò di sempre piacere a Dio e dette prova di singolare bontà. Per le sue belle virtù il Signore la fece madre di due figliuoli che, educati da lei in tutte le virtù cristiane, sembravano angeli in carne. 
Ma l’ora della prova non fu lontana. Poco dopo maritata, perdette la diletta genitrice e dopo quattro anni appena di matrimonio, l’amato sposo. Indicibile fu il suo dolore, per cui dette un addio ai beni fallaci e ai piaceri mondani, consacrandosi tutta allo sposo divino, Gesù Cristo.
* Ma in questa generosa risoluzione non fu costante, perché, messa a dura prova da un certo Lupo Crisostomo di Soleto, cedè alle voglie di costui e, ventiquattrenne appena, leggiadra e bella, passò a seconde nozze. Il Signore, in punizione di questa infedeltà a lui, la sottopose a prove dolorose, perché dopo due giorni risposata morì il figlio Antonio, scoprendosi ossessa.*(…) 
- Maria, soggetta a strazi crudeli dei spiriti felloni, si fece più volte esorcizzare nella chiesa greca di Lecce dal vescovo Monsignor Spina, cui parlava in latino, quando questi venne in Santa visita a Squinzano.
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In questo stato di ossessione divenne madre di altri figli e perdette il secondo marito, che morì nel 1616, riconciliato con Dio.
*  
Innumerevoli sono le sofferenze, gli strazi crudeli e le malattie, cui la nostra Maria andò soggetta; ma ella tutto soffrì con indicibile pazienza, conoscendo benissimo che la pazienza è la pietra di paragone con cui vien provata la fortezza cristiana. 
La sua umiltà e la sua rassegnazione erano sì grandi, che, (…) sebbene i concittadini la chiamassero la Santa e nei paesi vicini dove ella si recava solessero far sonare le campane a festa, pure si conservava sempre modesta, ogni cosa sopportando pazientemente, memore di ciò che il beato Egidio d’Assisi, compagno del P.S.Francesco, soleva dire – è miglior cosa tollerare un’ingiuria, che digiunare, o fare elemosine.
* 
Si distinse anche per l’amore verso Dio e verso il prossimo e per lo spirito di preghiera, nutrendo una divozione speciale a S. Elisabetta, a S. Francesco Saverio, a S. Antonio di Padova, alle anime del Purgatorio, ed in modo speciale alla Madonna, cui solea dire: Vergine cara, liberatemi da questi maligni spiriti, se è volontà del vostro figliuolo, altrimenti fategli restare per sempre in questo mio corpo ch’io son contenta.
*  
E la Vergine SS.ma dopo parecchi anni, esaudì finalmente le preghiere dell’umile sua devota, liberandola dall’ossessione.


nicchia sinistra


facciata


nicchia destra


- Maria Manca, ottenuta da Dio la grazia di essere liberata dall’ossessione, per sentimento di gratitudine verso la SS.Vergine, volle costruire una chiesa ed a Lei dedicarla. A questo fine, raccolta una discreta somma da persone devote, diè subito principio all’opera, cominciata nel 1618 dal maestro muratore Marcello di Lecce. 
Il popolo intero prese parte alla funzione della prima pietra, fatta dall’arciprete D. Alessandro Agostini, assistito dal clero secolare.
*  
Nell’erezione di questo tempio, voluto dalla Vergine SS., si verificarono non pochi prodigi, fra i quali quello dell’acqua, che, mancando prima, scaturì poi copiosa per le preghiere di Maria Manca alla Madonna. Portate a termine le fondamenta, venne a mancare il denaro, per cui il cassiere Carlo Ferrari, o Moretti ed il fratello Guido, procuratori dell’erigendo edificio, licenziarono i maestri. Rincrebbe ciò a Maria che volle senza meno si continuasse a lavorare. Il Signore, in tale frangente premiò la sua viva fede facendole pervenire per un vecchietto una grossa somma di moneta in argento.
*  
Sarebbe troppo lungo voler descrivere tutti i prodigiosi avvenimenti che si verificarono.
* Attirò l’attenzione dei suoi concittadini, la grazia ottenuta per il maestro muratore Francesco Isceri, squinzanese, che caduto dalla parte più alta della facciata della chiesa tra le pietre, fu raccolto da terra tutto contuso senza dar segni di vita. Saputo ciò Maria, vi accorse subito, e col solo toccare il paziente, gli restituì la perfetta sanità. Per questi prodigi rilevatasi da ognuno che l’opera era voluta da Dio, per cui il tempio con i vani annessi fu portato a compimento nel 1627.* 
 


campanile

 


portale

 


particolare

Per corredarlo e dotarlo non pochi altri prodigi furono operati da Dio, ad intercessione di Maria Manca.* 
- Interessante è l’altro operato a prò dei coniugi Scipione Lisgara e Caterina Minioti, leccesi, di cui si conserva memoria manoscritta nel messale, che fu da essi donato, e si parla (…) in questo modo: Essendo venuta Maria in opinione di santità, e la sua chiesa in grande venerazione attirò i coniugi Lisgara, perché la signora Caterina Miniota fosse liberata da acuti dolori che mensilmente soleva soffrire. Maria col solo toccarla con la sua mano, non solo la liberò da siffatti dolori, ma ancora le predisse che avrebbe avuto un figliuolo, e che sarebbe stato un gran servo di Dio. Fu fatta questa predizione nell’ottobre del 1666, dopo dieci anni di sterilità di Caterina (…) partorì felicissimamente e senza travaglio alli 11 di giugno 1667(…). Dopo alcuni mesi fu portato il bambino alla mentovata chiesa di Squinzano in rendimento di grazie, ed offerto alla Vergine, come riconoscimento da lei più che dal suo sterile utero, solea perciò la madre chiamarlo il figliuolo della Nunziata. Fu con esso lui portato il messale promesso, e nel primo foglio di quello fu notato a perpetua memoria un tal favore della Vergine, la quale da indi in poi dai pii genitori fu avuta per special protettrice della loro casa.
* 
 


messale


Altra predizione fece Maria, soggiungendo che quel figliuolo dovea rimanere unico maschio, (era allora Caterina non più di 27 anni) che non giungerebbe ad esser religioso, sebbene un tale stato avesse richiesto, ma avrebbe preso la via ecclesiastica per ascendere al sacerdozio, ed in tal professione di vita giovar molto ripieno di molte virtù, ma sopra tutto eccellente carità verso il prossimo. Quanto disse la donna tutto avverossi
(…).
* 
- Tutti questi prodigiosi avvenimenti ci parlano delle singolari virtù di Maria Manca (…). Non può perciò negarsi in nessun modo che ella fosse una santa donna per la vita che menava tutta intenta al servizio di Dio e a costruire per la sua SS. Madre, sotto il titolo della Annunziata, la chiesa bellissima che si osserva anche oggi, si bene ristaurata e conservata.
*
Uno dei primi prelati leccesi che andò a visitarla, fu monsignor Pappacoda (…). L’illustre prelato leccese, (…) nel riveder il tempio della SS.Annunziata, (…) dice: Oltre le chiese esistenti in paese, in questi ultimi anni è stato eretto un magnifico tempio dedicato alla SS.Annunziata, con elemosine raccolte per l’intera provincia da una pia devota donna, chiamata Maria Manca. Dall’illustrissimo monsignor D. Scipione Spina fu concessa al Capitolo di Squinzano, con gli oneri di alcune processioni e di cantare i primi ed i secondi vespri nelle quattro principali festività della B.Vergine. (…) 
Anche monsignor Antonio Pignatelli, vescovo di Lecce e dopo Papa col nome di Innocenzo XII,
** venuto in santa Visita a Squinzano ebbe parole di lode per Maria Manca e per la chiesa eretta.* 
Era allora a circa 300 passi dal paese, con la facciata rivolta a scirocco, lunga palmi 60, larga 28 e alta 21, con tre porte, sei altari barocchi, dedicati all’Immacolata, alla Natività, alla Visitazione, alla Purificazione, Assunzione e Presentazione. Le tele, però, una volta mediocri, sono state orribilmente sciupate dai restauratori.
*** Una magnifica volta, a nervature rilevate e decorate di foglie di bosso, copre la nave della chiesa, con in fondo lo stemma di Squinzano e, sotto, il grande altare maggiore, con in mezzo il fresco (affresco) della Madonna, che era nella cappellina, dove Maria Manca ebbe il garofano.


volta


altare maggiore


partic. affresco


- Questo altare
* barocchissimo è adorno di parecchie immagini. Su vi sono l’Eterno Padre, la SS.Vergine Annunziata dall’Arcangelo Gabriele, più sotto sono effigiati due medaglioni, nelle parti laterali vi sono le statue di S.Antonio di Padova ** e di S.Giuseppe da Copertino (…). A lato poi dell’altare vi è l’organo, e di sotto il coro. Sulle porte laterali internamente vi sono due tele orribilmente deturpate: in una è dipinta la SS.Vergine che dà il garofano a Maria Manca, nell’altra Maria che nella chiesa del Crocifisso consegna il garofano al Cappellano.(…) Per il continuo concorso dei forestieri, dietro l’altare maggiore furono eretti alcuni vani, un cortile con cisterna in mezzo, sopra dei quali furono costruite altre stanze con bellissimo loggiato per albergare forestieri.
 


scalinata superiore


chiostro


facciata ovest

 

 

 

 


Quivi furono ospitati i marchesi di S.Flora e di Trepuzzi ed altre illustri persone che si recavano a visitare la nostra chiesa, arricchendola di panni finissimi in damasco ed arazzi, di paliotti damascati e in lamine d’argento, di piviali, pianete, dalmatiche di diversi colori, di pissidi e di cinque calici.
* 
Furono anche concesse molte indulgenze a coloro che visitavano la chiesa nelle diverse festività della Madonna, confermate poi da Benedetto XIV nel 1755 e da altri suoi successori, mentre Pio X nel 1906 concedeva l’altare maggiore privilegiato perpetuo.
- Il culto e la devozione alla Vergine SS. dell’Annunziata si accrebbe in modo considerevole per i prodigi che operava Maria Manca, per cui da tutte le parti della provincia correvano a Lei a chiedere grazie.
* Fra le tante (persone, la) Marchesa di Campi, moglie di D.Giovanni Enriquez, che per opera di Maria Manca, liberata da acuti dolori del parto, potè dare alla luce il figlio primogenito, Gabriele Agostino Enriquez, primo principe di Squinzano.*** 
La Marchesa, grata, donò alla chiesa dell’Annunziata alcuni paliotti damascati in lamine d’argento con altra sacra suppellettile. (…)
*
- Maria Manca, adorna di meriti e di virtù e anche del dono della profezia, se ne volò al cielo all’età di anni 97 il 6 gennaio 1668. Fu sepolta nella chiesa da lei eretta vicino all’altare della Presentazione, accanto ad un suo nipote e ad una sua nipote. Sulla sua tomba leggesi la seguente epigrafe:

Maria Manca loquitur
hanc aedem struxi
collecta stipe laboris
merces in terris haec
brevis urna satis.
*

La sua preziosa morte fu pianta da quanti la conoscevano. Il culto e la devozione si conservò per molti anni ancora nella chiesa dell’Annunziata.

     
                        cripta                      


interno

Il clero continuò a fare le solite processioni tre volte l’anno, cioè il 25 marzo, il 15 agosto e il lunedì dopo Pasqua. (…)
Il 21 ottobre, giorno in cui apparve la Vergine SS. a Maria Manca, si soleva andare al luogo dove accadde il prodigio. Dopo si faceva la processione pel paese e finalmente si recitava il panegirico nella chiesa matrice. Non mancavano ogni giorno delle messe, che si celebravano dai sacerdoti forestieri e da concittadini che si conducevano per cantare delle votive e degli anniversarii.(…) 
*
Continua a farsi la festa con fiera il 25 marzo, nel quale giorno vi accorre tutto il popolo di Squinzano e dei vicini paesi.

N.B. Le note contrassegnate con asterisco e la ripristinata progressione numerica delle note testuali sono del curatore. 


luogo dell'apparizione


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