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- Maria Manca, ottenuta da Dio la grazia
di essere liberata dall’ossessione, per sentimento di gratitudine
verso la SS.Vergine, volle costruire una chiesa ed a Lei dedicarla. A
questo fine, raccolta una discreta somma da persone devote, diè subito
principio all’opera, cominciata nel 1618 dal maestro muratore Marcello
di Lecce.
Il popolo intero prese parte alla funzione della prima pietra, fatta
dall’arciprete D. Alessandro Agostini, assistito dal clero
secolare.*
Nell’erezione di questo tempio, voluto dalla Vergine SS., si
verificarono non pochi prodigi, fra i quali quello dell’acqua, che,
mancando prima, scaturì poi copiosa per le preghiere di Maria Manca
alla Madonna. Portate a termine le fondamenta, venne a mancare il
denaro, per cui il cassiere Carlo Ferrari, o Moretti ed il fratello
Guido, procuratori dell’erigendo edificio, licenziarono i maestri.
Rincrebbe ciò a Maria che volle senza meno si continuasse a lavorare.
Il Signore, in tale frangente premiò la sua viva fede facendole
pervenire per un vecchietto una grossa somma di moneta in argento.*
Sarebbe troppo lungo voler descrivere tutti i prodigiosi avvenimenti che
si verificarono.*
Attirò l’attenzione dei suoi concittadini, la grazia
ottenuta per il maestro muratore Francesco Isceri, squinzanese, che
caduto dalla parte più alta della facciata della chiesa tra le pietre,
fu raccolto da terra tutto contuso senza dar segni di vita. Saputo ciò
Maria, vi accorse subito, e col solo toccare il paziente, gli restituì
la perfetta sanità. Per questi prodigi rilevatasi da ognuno che l’opera
era voluta da Dio, per cui il tempio con i vani annessi fu portato a
compimento nel 1627.*
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campanile |
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portale |
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particolare |
Per corredarlo e dotarlo non pochi altri
prodigi furono operati da Dio, ad intercessione di Maria Manca.*
- Interessante è l’altro operato a prò dei coniugi Scipione Lisgara
e Caterina Minioti, leccesi, di cui si conserva memoria manoscritta nel
messale, che fu da essi donato, e si parla (…) in questo modo: Essendo
venuta Maria in opinione di santità, e la sua chiesa in grande
venerazione attirò i coniugi Lisgara, perché la signora Caterina
Miniota fosse liberata da acuti dolori che mensilmente soleva soffrire.
Maria col solo toccarla con la sua mano, non solo la liberò da siffatti
dolori, ma ancora le predisse che avrebbe avuto un figliuolo, e che
sarebbe stato un gran servo di Dio. Fu fatta questa predizione nell’ottobre
del 1666, dopo dieci anni di sterilità di Caterina (…) partorì
felicissimamente e senza travaglio alli 11 di giugno 1667(…). Dopo
alcuni mesi fu portato il bambino alla mentovata chiesa di Squinzano in
rendimento di grazie, ed offerto alla Vergine, come riconoscimento da
lei più che dal suo sterile utero, solea perciò la madre chiamarlo il
figliuolo della Nunziata. Fu con esso lui portato il messale promesso, e
nel primo foglio di quello fu notato a perpetua memoria un tal favore
della Vergine, la quale da indi in poi dai pii genitori fu avuta per
special protettrice della loro casa.*
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messale |
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Altra predizione fece Maria, soggiungendo che quel figliuolo dovea
rimanere unico maschio, (era allora Caterina non più di 27 anni) che
non giungerebbe ad esser religioso, sebbene un tale stato avesse
richiesto, ma avrebbe preso la via ecclesiastica per ascendere al
sacerdozio, ed in tal professione di vita giovar molto ripieno di molte
virtù, ma sopra tutto eccellente carità verso il prossimo. Quanto
disse la donna tutto avverossi (…).*
- Tutti questi prodigiosi avvenimenti ci parlano delle singolari virtù
di Maria Manca (…). Non può perciò negarsi in nessun modo che ella
fosse una santa donna per la vita che menava tutta intenta al servizio
di Dio e a costruire per la sua SS. Madre, sotto il titolo della
Annunziata, la chiesa bellissima che si osserva anche oggi, si bene
ristaurata e conservata.*
Uno dei primi prelati leccesi che andò a visitarla, fu monsignor
Pappacoda (…). L’illustre prelato leccese, (…) nel riveder il
tempio della SS.Annunziata, (…) dice: Oltre le chiese esistenti in
paese, in questi ultimi anni è stato eretto un magnifico tempio
dedicato alla SS.Annunziata, con elemosine raccolte per l’intera
provincia da una pia devota donna, chiamata Maria Manca. Dall’illustrissimo
monsignor D. Scipione Spina fu concessa al Capitolo di Squinzano, con
gli oneri di alcune processioni e di cantare i primi ed i secondi vespri
nelle quattro principali festività della B.Vergine. (…)
Anche monsignor Antonio Pignatelli, vescovo di Lecce e dopo Papa col
nome di Innocenzo XII,
** venuto in santa Visita a Squinzano ebbe parole
di lode per Maria Manca e per la chiesa eretta.*
Era allora a circa 300 passi dal paese, con la facciata rivolta a
scirocco, lunga palmi 60, larga 28 e alta 21, con tre porte, sei altari
barocchi, dedicati all’Immacolata, alla Natività, alla Visitazione,
alla Purificazione, Assunzione e Presentazione. Le tele, però, una
volta mediocri, sono state orribilmente sciupate dai restauratori.***
Una magnifica volta, a nervature rilevate e decorate di foglie di bosso,
copre la nave della chiesa, con in fondo lo stemma di Squinzano e,
sotto, il grande altare maggiore, con in mezzo il fresco (affresco)
della Madonna, che era nella cappellina, dove Maria Manca ebbe il
garofano.
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